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Dieta paleontologica: funziona davvero?

dieta paleontologica

In epoca paleolitica gli uomini delle caverne seguivano una dieta “obbligata” basata prevalentemente sul consumo di carne, pesce, selvaggina, spezie e radici. Oggi quella particolare alimentazione è stata adattata ai tempi moderni trasformandosi nella cosiddetta dieta paleontologica, basata appunto sui cibi consumati dagli uomini delle caverne. La dieta paleolitica comprende diversi regimi alimentari ed esclude prodotti lavorati o derivati poiché l’agricoltura in quei tempi non erano ancora sviluppata, ma l’uomo era prevalentemente un cacciatore ed un pescatore.

Cos’è la dieta paleontologica?

L’inventore della dieta paleontologica è un certo Loren Cordain, un dottore nutrizionista dell’università del Colorado che ha modificato alcuni dei principali approcci dei regimi alimentari moderni. La paleo dieta è una tipologia di alimentazione che prevede un consumo elevato di proteine come carni selvatiche e magre, carboidrati, frutta e verdura. Sono invece esclusi alimenti come zuccheri, cereali, latticini, formaggi e cibi lavorati.

Lo stesso Cordain suggerisce di non seguire la dieta troppo a lungo, indicando un tempo massimo compreso tra 15 e 20 giorni. Si tratta di un regime alimentare piuttosto “robusto” ed in quanto tale andrebbe seguito da persone perfettamente in forma. É invece sconsigliata per quelle persone che hanno qualche patologia e necessitano quindi di seguire una dieta equilibrata per non incappare in ulteriori problemi. Ad ogni modo è sempre consigliabile consultare il proprio medico o un nutrizionista prima di avviare questa dieta.

Origini della dieta paleontologica

Come detto la paleodieta si basa sul regime alimentare degli uomini delle caverne ed in realtà esistono delle teorie antecedenti alla dieta proposta da Cordain. Negli anni ’30 infatti il dentista Weston A. Price nel corso dei suoi viaggi intorno al mondo notò che determinate patologie, come carie e tubercolosi, erano totalmente assenti in alcune popolazioni primitive ed attribuì questo fenomeno proprio alla particolare alimentazione seguita. Price pubblicò un libro esponendo le sue teorie che fu rispolverato negli anni ’70 dalla nutrizionista Sally Fallon che su quelle basi fondò la sua idea di dieta paleo. La dieta paleontologica così come la conosciamo oggi è stata perfezionata e adattata ulteriormente da Loren Cordain.

Principi e regime alimentare della dieta paleontologica

Gli alimenti principali della paleo dieta sono: carni rosse magre, carni bianche, uova, pesca, selvaggina, molluschi, frutta, verdura fresca cruda, semi e spezie. Si dovrebbe evitare o quanto meno ridurre l’uso di condimenti e vanno esclusi cibi come latticini, legumi, cereali, sale, zucchero, burro e tutti i cibi lavorati e conservati. Con una certa moderazione si possono assumere dolci, vino, birra ed aceto. Non c’è una cadenza precisa dei pasti in quanto si può mangiare ogni volta che se ne sente l’esigenza. Inoltre, a differenza di altre diete, non bisogna contare le calorie.

Dieta paleolitica: esempio pratico

Volendo stilare un menu della dieta paleolitica a colazione si può optare per piatti salati puntando su pancetta, uova, carne o carpaccio di pesce. Chi invece non riesce a fare a meno del dolce può virare sulla frutta fresca e secca, macedonie, frullati e centrifughe a base di latte vegetale. A pranzo è necessario consumare molte proteine e carboidrati come uova, pesce, carne, frutta e verdura. Come condimento è bandito il sale ma sono concessi 2/3 cucchiai di olio d’oliva e limone. Infine per cena sono previsti ancora carboidrati come uova, carne e pesce affiancati dalla verdura come condimento.

Pro e contro della dieta paleontologica: opinioni finali

Diverse celebrità come Jessica Biel e Megan Fox sono rimaste folgorate da questa dieta che però fa storcere il naso a diversi nutrizionisti. Secondo il suo creatore sono numerosi i benefici apportati da questo regime alimentare come una maggiore energia, migliore stabilità degli indici glicemici, rafforzamento del sistema immunitario, perdita dei chili in eccesso e migliore sensibilità insulinica. Indubbiamente si tratta di un regime sano in quanto mette al bando l’utilizzo di conservanti e additivi che invece sono presenti in diversi cibi moderni, soprattutto quelli imbustati. Risulta quindi una dieta molto indicata per sportivi e per chi vuole perdere peso poiché elimina tutti i cibi spazzatura.

Molti nutrizionisti però non appoggiano questa dieta in quanto la ritengono molto sbilanciata poiché prevede un consumo eccessivo di proteine a scapito dei carboidrati, che verrebbero assunti solo tramite frutta e verdura. Si rischia così un processo di chetosi dell’organismo, cioè un sovraffaticamento degli organi, e perciò è fortemente sconsigliata per le persone in condizioni fisiche non perfette o affette da patologie. Consultare un nutrizionista esperto della materia è necessario prima di iniziare questa tipologia di dieta.

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